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SANITA' PUBBICA 1

SANITà PUBBLICA VETERINARIA:
è indicatore dello stato di prosperità e pace di una nazione.
Dov’è?

1. Ministero della salute : dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza
degli alimenti: provvede a garantire la sicurezza alimentare e la sanità veterinaria ai fini della tutela
della salute umana e animale. Le 3 direzioni generali sono:

a. Direzione generale della sanità veterinaria e degli alimenti:
i. Sanità vet e del farmaco vet

ii. Sicurezza degli alimenti e della nutrizione
iii. Segretariato nazionale della valutazione del rischio della catena alimentare

b. centro nazionale di lotta ed emergenza contro le malattie animali
c. comitato nazionale per la sicurezza alimentare
d. si occupa anche del controllo degli ISZ e del ordinamento degli UVAC e PIF

2. nell’Istituto superiore di sanità : è il principale organo tecnico-scientifico del SSN: svolge attività di
ricerca, consulenza, formazione e controllo applicate alla tutela della sanità pubblica; dipartimenti di
sanità Alimentare e Animale ha come missione la tutela della salute e del benessere della popolazione
attraverso lo sviluppo di conoscenze, strumenti e strategie mirati alla sicurezza e qualità delle
produzioni agroalimentari, alla prevenzione delle patologie associate all’alimentazione e alla
promozione della salute e del benessere animale per ciò che attiene a tutte le problematiche attinenti
alla sanità pubblica veterinari; quindi diciamo che presenta 3 aree tematiche:

a. SPV
b. Sicurezza alimentare
c. Nutrizione

3. nell’AUSL: dipartimento di sanità pubblica, area dipartimentale di sanità pubblica veterinaria; ha il
compito di perseguire gli obiettivi di prevenzione dei rischi e di promozione della salute, al fine di
salvaguardare e migliorare la salute umana. Tali funzioni sono svolte attraverso la:

a. sorveglianza e la profilassi delle malattie infettive animali a maggiore rilevanza sanitaria per
gli animali e per l’uomo

b. attività per verificare la sicurezza alimentare, l’impatto ambientale e l’igiene degli
allevamenti, il benessere e l’alimentazione degli animali, la farmaco sorveglianza e
l’aggiornamento dei dati anagrafici degli animali.

4. Nell’Università: dipartimento di sanità pubblica veterinaria; attività del DSPVPA riguardano
discipline, ricerche e servizi diagnostici attinenti la sanità pubblica veterinaria e la patologia animale;
tali attività sono orientate a tutelare la salute dell’uomo e degli animali, a garantire la qualità dei
prodotti di origine animale e a promuovere un corretto rapporto uomo – animali – ambiente.

Insegnamento di sanità pubblica veterinaria!!!

SANITà PUBBLICA VETERINARIA. Definizioni
- responsabilità veterinaria nella “produzione” della salute dell’uomo
- parte delle attività di sanità pubblica che ha come scopo l’applicazione delle capacità, conoscenze e

risorse professionali veterinarie ai fini della protezione e del miglioramento della salute umana (OMS
= organizzazione mondiale della sanità – Ginevra, 1974)

- “salute umana = stato di completo benessere fisico, mentale, sociale e non solo assenza di malattia”
(OMS, 1948)

Costituzione della Repubblica Italiana: Art.32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto
dell’individuo e interesse della collettività”
La piu’ recente definizione pubblicata nel 2002 è la seguente:
“somma dei contributi al benessere fisico, mentale e sociale delle persone attraverso la conoscenza e
l’applicazione della scienza veterinaria” Gruppo di lavoro OMS: Future trends in veterinary public health
(Giulianova-TE,1999)

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SANITA' PUBBICA 2

Il concetto italiano di SPV abbraccia tutte le attività veterinarie di rilevanza pubblica (anche il vet
professionista)
in Italia, a differenza della maggioranza delle altre nazioni,
In Italia i Servizi Veterinari Pubblici fanno capo all’amministrazione sanitaria, a differenza di altri paesi in
cui i SV fanno parte dell’agricoltura.
Definizione “italiana” di SPV (Marabelli e Mantovani, 1997)
“azioni che il pubblico (i consumatori) ed i pubblici amministratori si aspettano dalla Medicina Veterinaria
(soprattutto dai Servizi Veterinari pubblici) per la salvaguardia di salute, economia, ambiente, coesistenza
con gli animali”. (mantovani 1997)
Tutte le attività dei Servizi Veterinari pubblici italiani sono attività di SPV

Ministero della salute:
Il Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti: provvede
a garantire la sicurezza alimentare e la sanità veterinaria ai fini della tutela della salute umana e animale,
nonché il benessere degli animali, la ricerca e la sperimentazione, il finanziamento ed il controllo degli
Istituti zoo profilattici sperimentali, i rapporti internazionali concernenti il settore di competenza, anche nei
confronti degli organismi internazionali e comunitari quali l'OIE, la FAO, l'OMS e l'UE, la valutazione del
rischio in materia di sicurezza alimentare ed il coordinamento degli
uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC) e dei posti d'ispezione frontaliera veterinari (PIF);
si occupa della nutrizione, dei dietetici e degli integratori alimentari a base di erbe, del farmaco veterinario,
dei fitofarmaci, dell'alimentazione animale e delle attività di verifica dei sistemi di prevenzione veterinaria
ed alimentare. Nell'ambito del Dipartimento opera il Centro nazionale di lotta ed emergenza contro le
malattie animali e l'Unità centrale di crisi.
Sono comprese tre Direzioni generali:

1. Sanità animale e del farmaco veterinario;
2. Sicurezza degli alimenti e della nutrizione;
3. Segretariato nazionale della valutazione del rischio della catena alimentare.

La prevenzione è scopo e base della SPV:
le attività di sanità pubblica veterinaria hanno lo scopo di controllare gli aspetti negativi derivanti dal
rapporto uomo- animale e di salvaguardarne e promuoverne gli aspetti positivi
Evoluzione del rapporto uomo/animale

valutati insieme gli aspetti positivi e negativi del rapporto uomo/animale, al fine di ottenere una coesistenza
uomo/animale/ambiente reciprocamente favorevole
Nell’antichità gli animali erano visti come divinità. Dopo la scoperta dei batteri venivano invece visti come
fonte di sporco, repulsione. Oggi l’animale viene visto sia per la convivenza e produzione.

CATEGORIE di ANIMALI in base ai rapporti con l’uomo
1. DOMESTICI vivono ed appartengono all’ambiente dell’uomo

a. da reddito
b. da compagnia
c. da diporto (usati per svago, cavalli, cani da caccia…)

2. SINANTROPICI condividono lo stesso ambiente dell’uomo, senza appartenervi, sfruttando per
soppravvivere e riprodursi una nicchia trofica involontariamente offerta dall’uomo

a. Graditi (i piccioni)
b. Indifferenti (le lucertole)
c. Sgraditi (i topi)

-> è comunque soggettivo
3. SELVATICI: vivono in ambiente silvestre e/o appartengono ad esso

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2. in base alla specie animale:
a. bovine: brucellosi, febbre Q, febbre della valle del Rift, leptospirosi, listeriosi, tbc,

teniosi/cisticercosi…
b. ovi-caprine brucellosi, febbre Q, febbre della valle del Rift, listeriosi, toxoplasmosi,

echinococcosi cistica…
c. suine brucellosi, leptospirosi, teniosi/cisticercosi, toxoplasmosi, trichinellosi …
d. equine morva, trichinellosi, …
e. canine brucellosi, echinococcosi cistica, leptospirosi, leishmaniosi, rabbia, salmonellosi,

toxocaros…
f. feline clamidiosi, malattia da graffio di gatto, febbre Q, toxoplasmosi ….
g. aviari clamidiosi, Newcastle disease, EEE, WEE, WN...
h. ittiche anisakiosi, difillobotriosi, opistorchiosi ……

3. in base alla specie animale sorgente d’infezione per l’uomo:
a. bovine brucellosi, febbre Q, febbre della valle del Rift, leptospirosi, listeriosi, tbc,

teniosi/cisticercosi...
b. ovi-caprine brucellosi, febbre Q, febbre della valle del Rift, listeriosi, toxoplasmosi …
c. suine brucellosi, leptospirosi, teniosi/cisticercosi, toxoplasmosi, trichinellosi …..
d. equine morva, trichinellosi, VEE ….
e. canine brucellosi, echinococcosi cistica, leptospirosi, leishmaniosi, rabbia, salmonellosi,

toxocarosi…
f. feline clamidiosi, malattia da graffio di gatto, febbre Q, toxoplasmosi ….
g. aviari clamidiosi, Newcastle disease, EEE, WEE, WN...
h. ittiche anisakiosi, difillobotriosi, opistorchiosi ……

Praticamente è uguale a prima però devo togliere l’echinococcosi dai caprini perché la prende la pecora. Poi
devo togliere le encefaliti da flavi virus e alfa virus dagli equini perché sono ospiti a fondo cieco e non
sorgente d’infezione per l’uomo. L’unica encefali te che può trasmettere quella venezuelana perché ha un
ciclo silvestre e uno rurale in cui il serbatoio è il cavallo. Per l’encefalite venezuelana il serbatoio silvestre
sono roditori marsupiali. I serbatoi delle altre encefaliti equine sono gli uccelli.

4. in base all’ambiente :
a. zoonosi silvestri: borreliosi di lyme, febbre bottonosa, rabbia, TBE, trichinellosi, tularemia....
b. zoonosi rurali: brucellosi, clamidiosi, dermatofitozoonosi, febbre Q, echinococcosi cistica,

teniosi/cisticercosi, toxoplasmosi, trichinellosi....
c. zoonosi urbane: clamidiosi (psittacosi/ornitosi), dermatofitozoonosi, febbre bottonosa,

leishmaniosi, malattia da graffio di gatto, rabbia, salmonellosi, toxoplasmosi, visceral larva
migrans....

5. in base all’importanza socio-economica (OMS, 1975)
a. importanti per la salute umana e con gravi riflessi negativi sulle produzioni animali:

brucellosi, tubercolosi BSE, influenza aviaria. BSE e influenza aviare sono mortali però se
consideriamo la loro entità probabilmente andrebbero messe nel punto 3. dati aggiornati del
2008 hanno detto che i casi umani di BSE accertati sono 189 mondiali dagli anni ’80 (di cui
168 in UK legati all’epidemia del 2000, 20 in francia, 4 in irlanda e 1 in italia). Influenza

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aviare: 460 casi, la metà mortali nel mondo. Sono lo stesso numero di casi che potrebbe dare
un focolaio di salmonellosi e brucellosi -> 400 casi in sicilia all’anno.

b. importanti per la salute umana ma di scarsa importanza per le produzioni animali:
febbre Q, SARS, toxoplasmosi (immunodepressi/tranne ovi-caprini). Febbre Q: coxiella
brunetii; ex rickettiae, ha come serbatoio i ruminanti. Nell’uomo dà febbre, negli animali è
asintomatica, raramente dà aborto. SARS: no danno agli animali, ma 8000 casi umani con alta
mortalità (800 morti) e rapida diffusione. Toxoplasmosi: quando la malattia si riacutizza in
sogg immunodepressi diventa importante -> encefaliti. Per gli animali è poco importante (è
imp solo negli ovicaprini).

c. importanti per le produzioni animali ma di scarsa importanza per la salute umana: afta
epizootica (nell’uomo dà piccole lesioni vescicolari benigne), malattia di Newcastle
(paramixovirus), BSE, influenza aviaria

6. in base ai cicli e alle modalità di trasmissione :
a. CLASSIFICAZIONE di SCHWABE
b. CLASSIFICAZIONE di LYSENKO

MODALITÀ DI TRASMISSIONE DELLE ZOONOSI
• per contatto diretto con:
- animali (tramite morsi, graffi, contatto cute) es.: rabbia, malattia da graffio di gatto, dermatofitozoonosi
- loro secreti ed escreti es.: brucellosi, leptospirosi, salmonellosi
• per contatto indiretto tramite:
- ambiente contaminato es.: febbre Q ( si trasmette per inalazione di polveri contaminate da coxiella),
leptospirosi, listeriosi, dermatofitozoonosi, echinococcosi cistica, toxoplasmosi
- alimenti e altri prodotti di o.a. es.: brucellosi, febbre Q, salmonellosi, teniosi/cisticercosi, toxoplasmosi,
trichinellosi, carbonchio ematico
- tramite vettori biologici: es.: encefalite di West Nile, febbre bottonosa, leishmaniosi

Vie di penetrazione:
• Via orale: es.: brucellosi, carbonchio, febbre Q, listeriosi, salmonellosi, tbc, anisakiosi, echinoccoccosi
cistica, toxoplasmosi, teniosi/cisticercosi, trichinellosi
• Via muco-cutanea (per contatto o inoculazione) es.: rabbia, brucellosi, carbonchio, leptospirosi,
dermatofitozoonosi,
encefalite di West Nile, febbre bottonosa, leishmaniosi
• Via aerogena (a distanza ravvicinata o a notevole distanza) es.: brucellosi, carbonchio, clamidiosi, febbre Q

CLASSIFICAZIONE DELLE ZOONOSI in base al ciclo biologico dell’agente ( SCHWABE , 1964 e
1969)
• ZOONOSI DIRETTE: contatto diretto
• CICLOZOONOSI: ospite vertebrato
• METAZOONOSI: più ospiti, di cui uno invertebrato
• SAPROZOONOSI: ambiente

ZOONOSI DIRETTE: trasmesse per contatto diretto o attraverso un veicolo (anche vettore meccanico),
senza che
l’agente subisca modificazioni prima della trasmissione es.: rabbia, malattia da graffio di gatto, brucellosi,
clamidiosi,
salmonellosi, dermatofitozoonosi, toxoplasmosi, trichinellosi (perché nonostante l’uomo debba angiare carne
cruda per infettarsi tutto il ciclo del parassita avviene all’interno dello stesso ospite (intestino -> muscoli)

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