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Page 1

O P E R E

DI

P R O C O P I O
DI CES ARE A

M I L A N O

TIPI DI FRANCESCO SONZOGTUO q .m GIO. BATT/
Stradone a S. Ambrogio , num. q̂ 35

1 8 2 8 ,

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nità sua pur quella 'di darst il nóme di aìemannico, di gotico ,
di f,rancico , di germanico , di antico » di alanico , di vanda­
lico , di africano , come se di tutte quelle nazioni avesse trion­
fato , quando in vece a parecchie pagò tributo, le altre non
vinse giammai. Ond’ è che piccato di tale superbia Teodebcrto t
re de’ Franchi, mosse i Longobardi ed altri popoli a far guerra
a quell’ Imperadore, siccome narra Àgazia. Còsroe minandone
quanto potè a varie riprese le provincie orientali, a que’ vani
titoli, di cui mal soffrì la pompa, scrivendogli, altri più pomposi
ne assunse egli per sé medesimo , come abbiamo in Menandro
protettore, onde rintuzzare il fasto di IuL Fu vanità , che tanto
denaro gli fece consumare in una moltitudine di fabbriche, per
le quali diceva di avere oscurata la gloria di tutti gl’ Imperadori
e Re stati prima dì esso. Ma giunse al colmo quando finita che
fu quella del tempio di s. Sofia, gridò di aver vinto Salomone ;
e fu vanità impudente 1’ aver fatta collocare in faccia a quel tem­
pio la statua di quel r e , in aria mesta, e colle mani afferrantesi
le guance, come dolente che per l’ ampiezza e bellezza di quel,
nuovo tempio il suo fosse stato superato. Abbiamo di ciò V at­
testazione dell*Autore delle Origini di Costantinopoli.

5.0 Qui ed altrove Procopio parla dell’oro profuso da Giu­
stiniano ai Barbari, o consumato in fabbriche. Lo stesso è as­
serito da altri. Efrern nella sua Cronaca dice : masse cC infinità
denaro d* oro e argento, in qualunque modo accumolate,
cotidianamente gittò prodigo o ai Barbari, o in edifizii. Àgazia,
testimonio di vista , scrive : I l soldato d i Zabergane diceva che
non sarebbesi partito ( di Costantinopoli ) se prima non avesse
avuto molto denaro, egualmente che il Curtigure. Laonde
V Imperadore tant’ oro mandò agli uni e agli a ltr i, quanto
credè bastante perchè fermata la pace se ne andassero dalle
provincie invase.

6.0 Dell* aizzare tra loro i Barbari, e metterli in guerra, che
di Giustiniano qui narra Procopio, può vedersi ciò che nei
Collettami ne scrive Giovanni Antiocheno. Calcolando Giusti­
niano quanto spendevasi in tanta moltitudine di soldati, giù-

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dici? meglio essere con pochi doni eccitare tra loro i capi dei
Barbari, che assai più denaro spendere in un esercito impie­
gato contro di loro , e avere il pensiero di una guerra viva.
Intendeva di fare con c iò , che eglino stessi di propria mano
si distruggessero. Fece dunque così cogli Unni che abitano
sulV altra sponda delV Istro* Imperciocché scrisse ad uno dei
loro capi : Mandai doni a quello de' vostri che ha altissima

fama ; e come tu sei quello che io reputo superiore a tu tti,
a te li destinai spezialmente. Ora che intendo che un altro
per violenza se li appropriò, dicendosi il maggiore di. tutti 9
sarà tua cura il dimostrare quanto sii dappiù di tutti gli altri.
Ripigliati dunque ciò che ti è stato tolto ; e di colui prenditi
la vendetta che ti conviene : che se noi f a i , sarà chiaro presso
tutti eh' egli vale più di te* E sappi intanto, che in ta l caso
noi saremmo a lui favorevoli ; e tu sarai inoltre privato di
ogni altro nostro dono. V XJnno udito questo si mise tosto in
guerra co*suoi connazionali ; e per tale maniera quella stirpe
a forza di lunghe ed intestine guerre rimase distrutta* Ciò che
fece cogli Unni, lo fece pure coi capi di altri Barbari. Il che >
se fosse politica generosa, od inumana viltà, altri il diranno.
Procopio ha esposto francamente l’ opinione sua; nè alcun uomo
dabbene dissentirà per certo da lui. Fa poi meraviglia, che nei
libri stessi di Storia , che presentò da leggero a Giustiniano noa
dissimulasse questa stolta sua munificenza coi Barbari. Nel lib. 8
dice ; Gli Unni dalV ìmperadore ricevono ogni anno amplissimi
doni, quantunque venuti a l di qua delV Istro continuamente
scorrano sulle sue provincie, sempre alleati, e sempre nemici
d é Romani. Così in tutto il tempo del regnar suo fu solito fare
Giustiniano; e singolarmente poi quando cominciò a diventar
vecchio* Agazia ne fa speziale menzione. NelV ultimo periodo
della sua vita , die’ egli , Giustiniano apertamente mostrò ab-
horrimento ad ogni pensiero che lo affaticasse, preferendo
più volentieri rattizzare da una parte tra loro i nemici, e
dair altra il respingerli a forza di denaro , che fidare nella
potenza de\V I m p e r i o e d esporsi a qualunque cimento : Con-

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VII. Giustiniano cinge di mura le città, di Numi­
dia y spezialmente intorno al monte Aura­
sio. Foro di Traiano in Sardegna. Sepia
presso le Colonne d?Ercole fortificata* pag. 48a

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